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Durante la Monarchia

Nel plebiscito dell’11-12 Marzo 1860 gli abitanti di Santa Luce - Orciano, su 695 iscritti nelle liste elettorali, si pronunciarono con 612 voti per l’unione, 1 voto per il Regno separato, 2 schede nulle. Ma anche nella nuova condizione sociale scarse rimasero le risorse economiche del paese, sperduto nelle propaggini più lontane delle colline Pisane e lontano dalle vie di comunicazione più trafficate (la stazione ferroviaria di Santa Luce, sulla linea Pisa-Collesalvetti-Cecina dista dal Capoluogo 8 Km.). In questo periodo torneranno a rinvenire qualche motivo di interesse le cave di alabastro, delle quali continuano ad essere quelle lungo il torrente Marmolaio.

Nel 1863 Santa Luce con 2.265 abitanti e 4 frazioni, aveva 50 componenti la Guardia Nazionale, uno sviluppo stradale di Km. 109,283, 6 scuole pubbliche (4 maschili e 2 femminili) con 126 scolari, 1 scuola privata femminile (con 3 allieve), 4 chiese con 9 sacerdoti.

Nel 1873 il giorno 3 Settembre un grave disastro colpiva pressoché interamente il territorio del Comune di Santa Luce. Le viti cariche di uve e quasi completamente mature, riempivano di speranze i proprietari ed i coloni, unica risorsa per i secondi per campare la vita al seguito dello scarsissimo raccolto dei cereali, ma le speranze ben presto andarono deluse. Alle 10 circa del mattino del giorno suddetto, e per la durata di oltre un quarto d’ora, si scaglia una grandine della grossezza dai 30 ai 500 grammi, ricopre gelidamente i terreni, distrugge interamente il raccolto delle uve e delle olive, lasciando nel più completo abbandono e nella più squallida miseria i proprietari ed i coloni. Il danno subito si calcola in R. 180.000 circa.

Nel 1876 il Comune di Santa Luce conta 2.423 abitanti che sono rappresentati da 15 Consiglieri Comunali, eletti da 162 elettori amministrativi (contro 62 elettori politici e 15 commerciali), inoltre conta 6 scuole comunali (4 maschili e 2 femminili) con 151 scolari, nessuna scuola privata.

Nel 1906 - 1907 l’attività prevalente è ancora quella agricola, e l’economia può considerarsi soddisfacente anche per l’attività estrattiva, sull’allevamento e l’attività boschiva, per le dense boscaglie che si estendono nel proprio Comune, come il M. Alto, Poggio Palmorello, Poggio alla Nebbia, Biancanelle, M. Prunicce, Poggio Castagnolo ecc....

Nel 1907 si verificano vivaci agitazioni operaie conseguenti alla chiusura delle cave di alabastro di Pomaia.

Nel 1911 più dettagliata la situazione economica del Comune: su una superficie di 6.429 ha, risultano coltivati 6.185 ha da parte di 22 aziende con 179 dipendenti che utilizzano motori per 90 HP. I prodotti agricoli di quest’anno sono:

8.000 hl di grano; 10.000 hl di vino; 1.000 hl d’olio; 25.000 q. di fieno; 1.200 q. di legna; 500.000 fascine; 5.000 q. di carbone. Vi sono allevati 1.000 capi di ovini.

Per le industrie si contano:

Cave di alabastro: Ditta F. Rossi Ciampolini con 100 operai; O. Rossi Ciampolini con 100 operai; Conti Consani e C. con 130 dipendenti.

Laterizi: G.E Bramanti; March. C. Malenchini.

Molini: G.E Bramanti; March. C. Malenchini; Giuli; F. Rossi Ciampolini.

Sanse: A. Giuli.

Gesso: E. Ostini di Pomaia con 6 operai e macchine per 14 HP 1.200 t. di produzione.

Nel 1914 in Pastina viene costituita la Cassa agricolo-operaia di Pastina, che cessa l’attività già nel 1919.

Il contributo di Santa Luce alla prima guerra mondiale è stato di 26 caduti, ma giustamente una lapide ricorda tutti coloro che vi parteciparono.

Nel 1927 Santa Luce conta 59 aziende industriali con 469 addetti e 40 aziende commerciali 46 addetti, anche perchè da quest’anno la sua giurisdizione comunale torna a comprendere quella di Orciano, assumendo ufficcialmente la denominazione di Comune di Santa Luce-Orciano Pisano.

Nel 1926 con una entrata di imposte per R. 229.964,65 il Comune fa registrare una notevole attività in campo agricolo. Eccellente in quest’anno il suo patrimonio zootecnico consistente in 1.162 capi bovini, 125 equini, 1.370 ovini, 260 suini, 10.000 polli. Le condizioni di Santa Luce non presentano quindi eventi particolari fino alla seconda guerra mondiale, durante la quale la sua giurisdizione diventa teatro di operazioni partigiane, soprattutto in considerazione delle ampie possibilità di difesa offerte dai boschi, collegati più o meno direttamente con quelli di Montevaso e del Volterrano. È in conseguenza di ciò che anche Santa Luce deve annoverare dolorosi episodi: cosi a Pomaia, vennero uccise 2 persone e 4 nel Capoluogo.

Il contributo di santa Luce alla seconda guerra mondiale è stato tra combattenti e vittime civili, di 45 caduti e un disperso.

Questi i responsabili dell’Amministrazione pubblica dall’unificazione nazionale:

 

1860 - Avv. Leopoldo BACCI, Gonfaloniere

1865 - Avv. Leopoldo BACCI, Sindaco

1870 - Cav. Domenico GIULI

1871 - Cesare GUIDI

1876 - Cav. Pietro MALENCHINI

1882 - Cav. Ferruccio ROSSI - CIAMPOLINI

1892 - Cav. Ippolito ANSELMI, Regio Commissario straordinario

1892 - Cav. Ferruccio ROSSI-CIAMPOLINI, Sindaco

1895 - Dott. Luigi MALENCHINI

1897 - Giulio Eugenio BRAMANTI, pro-Sindaco

1899 - Giulio Eugenio BRAMANTI, Sindaco

1906 - Cav. Ferruccio ROSSI-CIAMPOLINI

1910 - March. Giulio MALENCHINI

1912 - Giulio Eugenio BRAMANTI, pro-Sindaco

1914 - March. Giulio MALENCHINI

1915 - Giulio Eugenio BRAMANTI pro-Sindaco

1918 - March. Giulio MALENCHINI

1920 - Avv. Cav. Cesare SEGRÈ, Commissario Prefettizio

1920 - Catullo CARETTA, Sindaco

1923 - Avv. Santi NUTI

1926 - Ten. Renzo GIUSTI, Podestà

1929 - Cav. Oreste GIUSTI

1931 - Rag. Giuseppe ROSSI, Commissario Prefettizio

1931 - Cav. Napoleone SERRI, Commissario Prefettizio

1933 - Giovanni Battista SANTINI, Commissario Prefettizio

1934 - Giovanni Battista SANTINI, Podestà

1934 - Giovanni Battista SANTINI, Commissario Prefettizio

1938 - Giovanni Battista SANTINI, Podestà

1938 - Rag. Giulio GIOVANNOTTI, Commissario Prefettizio

1940 - Comm. Gastone CORDANO, Podestà

1942 - Dott. Luigi MATTEUCCI, Commissario Prefettizio

1943 - Rag. Aurelio BIBBIANI, Commissario Prefettizio

1943 - Dott. Arrigo VALMARIN, Commissario Prefettizio

1944 - Ing. Ernesto BIENTINESI, Commissario Prefettizio

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